![]() 1 Adria, provincia di Rovigo, (da non confondere con Andria, provincia di Barletta-Andria-Trani) qui inizia un bel giretto di due giorni nel polesine veneto, questa volta in compagnia di Damiano. Nella foto il duomo |
![]() 2 Le tracce dei due giorni, il sabato in rosso, Adria, Chioggia, Boccasette, 103 chilometri in giallo la domenica, Boccasette, Pila, Scardovari e ritorno a Adria, 118 chilometri. totale 221 chilometri, con un dislivello positivo totale di circa 350 metri..... credo dovuti ai vari su e giù dagli argini... perchè di salite qui proprio non ce nè. L'unica altra volta da queste parti risale al 2008, quando con Eli facemmo da Ostiglia a Porto Garibaldi e Comacchio, passando per Ferrara, per quel giro cliccate QUI |
![]() 3 particolare della prima giornata. Da Adria seguiamo il Canalbianco per un pò, poi ci spostiamo verso nord e costeggiamo per breve tempo l'Adige, ancora a nord traversiamo il Brenta e giungiamo a Chioggia, veramente bellina, poi torniamo verso sud, di nuovo sull'Adige e poi dentro nella zona delle valli fino a Rosolina, verso est lungo il Po di Levante, nuove valli fino a sbucare a Boccasette dove passiamo la notte nel rifugio Po di Maistra |
![]() 4 Dopo 3 ore di macchina parcheggiamo al cimitero di Adria, appena pronti ci dirigiamo verso il centro, il duomo, poi raggiungiamo il primo corso d'acqua del fine settimana, il Canalbianco. |
![]() 5 Cantiere navale Vittoria, appena fuori dal centro di Adria lungo il Canalbianco. La prima parte del percorso, verso Chioggia, si snoda tra canali, fiumi e campi coltivati |
![]() 6 terza foto specchiata consecutiva..... |
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![]() 8 risaliamo per qualche centinaio di metri l'Adige ingrossato dalle piogge dei giorni scorsi, poi lo attraversiamo e ci ributtiamo nelle campagne |
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![]() 10 proprio nel punto dove il fiume Bacchiglione e il canal Morto si getteno nel Brenta, ci affacciamo sull'estremità sud della laguna di Venezia, sullo sfondo la zona portuale nei pressi di Chioggia |
![]() 11 Prima di andare sull'isola dove c'è il centro storico di Chioggia, stiamo sul promontorio dove c'è Sottomarina di Chioggia, per raggiungere il faro all'estremità. Nella foto, sullo sfondo Chioggia |
![]() 12 l'estremità nord della spiaggia di Sottomarina |
![]() 13 la lunga diga che costeggia la bocca di porto di Chioggia, esce per circa un chilometro |
![]() 14 e all'estremità c'è questo piccolo faro |
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![]() 16 lungo la diga ci sono numerosi capanni come questo, una sorta di trabucco con la struttura per sollevare un grande quadrato |
![]() 17 qui nella bocca di porto di Chioggia, il più a sud dei tre MOSE, gli altri due sono alla bocca di Malamocco e alla bocca di porto di Lido, la più vicina a Venezia |
![]() 18 Sottomarina di Chioggia |
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![]() 20 il canale di San Domenico a Chioggia, un lungo parcheggio per grossi pescherecci |
![]() 21 il ponte S.Domenico |
![]() 22 il canale San Domenico dal ponte omonimo |
![]() 23 una delle mille viuzze che collegano trasversalmente i tre canali che attraversano l'isola di Chioggia |
![]() 24 il ponte di Vigo |
![]() 25 dopo aver mangiato una piadina gironzoliamo un pò per Chioggia |
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![]() 30 alle 14 passate lasciamo l'isola e torniamo verso la terra ferma, direzione sud |
![]() 31 dopo aver riattraversato il Brenta e costeggiato l'Adige..... |
![]() 32 ci infiliamo finalmente nelle valli! |
![]() 33 questo è l'ambiente delle valli da pesca del polesine |
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![]() 36 dopo un altro tratto di campagne che ci fa passare da Rosolina, torniamo al mare a Porto Levante, dove sfocia il Po di Levante. Il "problema" in queste zone sono i ponti, ce ne sono pochi e il semplice attraversamento di un fiume magari richiede un giro di 10 km |
![]() 37 quando si guarda il percorso sul pc, sembra di essere sempre su striscioline di terreno in mezzo all'acqua, poi però in realtà spesso c'è vegetazione che limita molto la vista dell'acqua, oppure come in foto, la strada è sotto un argine alto tre o quattro metri. Ogni tanto infatti per capire cosa avevo intorno, buttavo la bici nell'erba e salivo sull'argine |
![]() 38 di nuovo tra le valli tra Porto Levante e Boccasette |
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![]() 40 ed eccoli qua i fenicotteri, ormai stabili tutto l'anno nel delta del Po |
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![]() 42 ultimi chilometri verso Boccasette dopo il tramonto |
![]() 43 il ponte di barche a Boccasette, sul Po di Maistra |
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![]() 45 La chiesa di Boccasette, per la notte abbiamo dormito al Rifugio di Maistra, l'edificio marroncino a destra della chiesa che si intravede tra le piante, una sorta di ostello dove optiamo per la mezza pensione. Siamo gli unici ospiti, e anche gli ultimi visto che riaprirà a marzo. |
![]() 46 in giallo la seconda tappa, 118 chilometri. In realtà in orogine doveva essere diversa, l'idea era di attraversare il Po di Gnocca a Santa Giulia e andare a Goro per tornare verso Adria lungo il Po di Goro, ma il ponte di barche a Santa Giulia era stato staccato per consentire al legname portato dalla piena di passare via, alternative non ce ne erano |
![]() 47 si riparte! |
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![]() 49 Verso il Po |
![]() 50 Cà Zuliani. |
![]() 51 Davanti a Cà Zuliani il Po di Venezia si divide in due rami, il Po di Tolle e quello di Pila, noi andiamo a Pila piccolo paesino di pescatori posto nel punto più estremo del delta, dalla parte opposta del Po c'è il camino della ex centrale Enel di Porto Tolle, chiusa dal 2015. La ciminiera è l'unica struttura rimasta, nel maggio di quest'anno è stata abbattuta l'ultima caldaia. Non si sa ancora se la ciminiera resterà o verrà abbattuta, comunque al posto della centrale dovrebbe sorgere un villaggio turistico. Curiosità, la ciminiera, alta 250 metri, è la più alta struttura non metallica d'Italia. |
![]() 52 il porticciolo di Pila |
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![]() 54 è davvero pieno di baracche "palafitta", sono capanni dove i pescatori tengono la loro attrezzatura |
![]() 55 valle Caà Zuliani |
![]() 56 Torniamo indietro a Cà Zuliani e poi andiamo oltre fino al ponte che scavalca il Po di Venezia, nella foto una madonnina posta a metà del ponte. Raggiunta l'altra sponda torniamo verso est, sfioriamo Tolle e Polesine Camerini, diretti alla Sacca di Scardovari |
![]() 57 fila infinita di tralici che arrivano dalla ex centrale enel, forse sarebbero da smaltellare anche loro visto che non servono più a nulla |
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![]() 59 dovanti all'abitato di Bonelli, quel che resta di un'azienda agricola che coltivava riso, abbandonata per lo sprofondamento delle terre |
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![]() 62 sullo sfondo la foce in mare aperto del Po di Tolle. Anche qui un ponte di barche "smontato", noi grazie alla bici (l'acqua alta ha allagato il piazzale per raggiungere il ponte, ma in bici ci siamo entrati lo stesso senza bagnare i piedi) siamo saliti sul pezzo che è stato tolto per non intralciare il passaggio di quel che porta il fiume. |
![]() 63 case galleggianti |
![]() 64 nei pressi della foce del Po di Tolle, la spiaggia di Barricate |
![]() 65 qui in estate al posto dei tronchi è tutto pieno di ombrelloni e bagnanti |
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![]() 67 mentre si pedala lungo il bordo della sacca di Scardovari, da una parte si vede questo..... |
![]() 68 .... e dall'altra questo |
![]() 69 tra le foci dei Po di Gnocca e di Tolle c'è la sacca di Scardovari, una zona perfetta per la coltivazione di cozze, vongole e ostriche, a quanto leggo è l'azienda più grande della provincia di Rovigo, con 1500 dipendenti.... leggi QUI |
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![]() 71 per campi, abitati solo da nutrie, ci dirigiamo verso Santa Giulia |
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![]() 73 il ponte di Santa Giulia, come ci era già stato annunciato è stato smontato, niente... proseguiamo lungo la sponda verso Donzella e Cà Tiepolo |
![]() 74 questi sono i tratti un pò noiosi, circa 15 chilometri tutti così tra Santa Giulia e Donzella |
![]() 75 Damiano e una nutria deceduta per cause a noi sconosciute (Damiano è quello sulla bici, vista la somiglianza tra i due conviene specificarlo) |
![]() 76 ex zuccherificio di Porto Viro |
![]() 77 senza più spunti interessanti proseguiamo lungo l'argine del Po per 26 chilometri tra Cà Tiepolo e Bottrighe, dove puntiamo a nord per tornare ad Adria. Qui una delle mille idrovore che gestiscono i canali del territorio |
![]() 78 raggiunta Adria, ne attraversiamo a fatica il centro invaso dalla gente a causa di una festa per Halloween, fino al cimitero dove avevamo lasciato l'auto. |