![]() 1 Duomo di San Matteo, Asiago, inizia qui un bel giro in bici di due giorni sull'altopiano dei Sette Comuni. Questa volta il percorso non me lo sono inventato io, sono andato sul sicuro visto che non sono mai stato in zona, quelli di "Veneto Trail" hanno ideato questo anello che attraversa un pò tutte le zone del vasto altopiano, il nome del percorso è "Asiago Loop", per maggiori info, dubbi e per saricare la traccia andate sul loro sito cliccando QUI . Io sono partito con poche speranze di farlo tutto, i "numeri" sono piuttosto impegnativi per il mio allenamento, ma poi alla fine ce l'ho fatta, evitando solo una deviazione di qualche chilometro per la cima del monte Ortigara, dove tra l'altro avrei dovuto per lo più spingere la bici a causa del terreno dissestato. |
![]() 2 Ecco l'anello completo, sembra poca roba.... ma in realtà sono 176 chilometri con un dislivello positivo di 4100 metri, per il 75% su strade sterrate più o meno belle o mulattiere e questo ha reso più faticoso il giro. Il primo giorno ho fatto poco meno di 71 chilometri con 2170 metri di dislivello, il secondo più chilometri, 106 con meno dislivello, 1930 metri. |
![]() 3 in giallo la prima tappa, 70,8 chilometri , +2170, - 1270 metri |
![]() 4 altro scatto ad Asiago, l'architettura è molto "asburgica".... In breve esco dal piccolo centro e costeggio il piccolo aereoporto tra i prati, poi arrivo al bosco e li si inizia subito a salire |
![]() 5 appena termina l'asfalto mi trovo subito su un sentiero così... a tratti in forte pendenza... un pò mi ha spaventato |
![]() 6 fortuna che poi è diventato così.... e infine sono finito su una bella forestale che risale la val di Nos |
![]() 7 inizio a passare una serie di malghe, tutte inattive. Nella foto malga Bosco Secco, circa 1600 metri. Il percorso alterna belle strade bianche (ma bianche per davvero) a tratti di sentiero tra i prati |
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![]() 9 dopo circa 16 chilometri e 650 metri di dislivello scendo al rifugio Campomulo (1530m), qui d'inverno si scia e da qui partono tanti sentieri |
![]() 10 una parentesi sul mezzo di trasporto, questa è la prima volta che uso la MTB "carica".... e va benissimo! Il percorso non è adatto alla gravel, sarebbe stato da masochisti puri. Ho anche creato dei supporti per portare le piccole sacche sulla forcella ammortizzata e vanno che è una meraviglia.... Mi sono portato pochissima roba, pochi vestiti, la tenda , sacco a pelo, materassino e niente cibo (a parte qualche barretta, tanto ci sono diversi punti dove mangiare qualcosa) |
![]() 11 dal rifugio si riparte su ottime strade bianche fino alla malga Slapeur |
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![]() 13 malga Slapeur, qui si passa ad un sentiero.... in parte a spinta, che passa sotto la Città di Roccia |
![]() 14 il sentiero attraversa i pendii erbosi sotto queste fasce rocciose dalla particolare forma dovuta alla stratificazione della roccia |
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![]() 16 malga Montagnanova, qui si torna su strada bianca, di nuovo in salita |
![]() 17 appena prima di una sella a 1770 metri, nei pressi del monte Spil |
![]() 18 pascoli e poi la profonda vallata del fiume Brenta che termina a Bassano del Grappa Il monte Grappa è lassù a sinistra sullo sfondo |
![]() 19 e ora giù, dai 1770 ai 1350 della piana di Marciesina |
![]() 20 da queste parti Vaia ci ha dato dentro..... |
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![]() 22 Malga Fratte, li sotto ritrovo l'asfalto, ma non per molto. Più tardi sarò lassù in alto a sinistra dove si vede appena spuntare un'antenna contro le nuvole, li c'è il forte Lisser (1633m) |
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![]() 24 la piana di Marcesina, davvero bellissima, sullo sfondo spunta il gruppo del Lagorai |
![]() 25 al rifugio Malga Ronchetto mangio qualcosa, scopro così la soprèssa vicentina.... una prelibatezza |
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![]() 28 dopo il veloce pranzetto riparto, la traccia mi porta al vicino rifugio Marcesina e poi prosegue su una strada asfaltata ma molto dissestata, in realtà chiusa al traffico dei mezzi a motore. La strada andrebbe verso il rifugio Valmaron, in brevissimo sarei li.... ma invece "l'asiago Loop" la prende molto alla larga e prima di raggiungerlo aggira la cima Chempele, sale e sale fino al forte Lisser e poi scende giù dritta per pratoni (piste da sci) per giungere finalmente al rifugio Valmaron.... |
![]() 29 località Lambara (1420m) |
![]() 30 lungo la salita verso il forte Lisser |
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![]() 32 in cima al monte Lisser (1633m), l'omonimo Ex Forte |
![]() 33 sul tetto, le postazioni dell'artiglieria |
![]() 34 E ora giù per prati fino alla piccola località sciistica che si vede nel fondovalle in ombra sulla destra, poi salirò al passo della Forcellona per riscedere nella piana di Marcesina, quando ho scattato questa foto erano le 15e45, ho passato la notte sulle montagne che si vedono sullo sfondo e per raggiungerle ho pedalato fino alle 20 passate. |
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![]() 36 al passo della Forcellona, oltre di nuovo la piana di Marcesina |
![]() 37 per un brevissimo tratto, nella zona più a nord della piana di Marcesina sconfino in territorio Trentino |
![]() 38 in lontananza mi incuriosisce una strana sagoma sulla cima di una collinetta, faccio una breve deviazione e scopro così "l'Aquila di Vaia" , in fase di costruzione, dopo il drago e il lupo l'ennesima "scultura" costruita con i residui di legname in ricordo della tempesta che ha devastato foreste dalla Valtellina al Friuli |
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![]() 40 Dopo la visita all'Aquila scendo al rifugio Barricata (1351m) a fare merenda, rifare il pieno dell'acqua e comprare tre panini da portare via.... che saranno la cena quando deciderò di accamparmi |
![]() 41 dal rifugio Barricata inizio la salita di circa 16 chilometri per 650 metri di dislivello che mi ha portato al Bivio Italia dove mi sono fermato, quasi tutta su strada bianca |
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![]() 45 ore 19e15..... |
![]() 46 Busa della Pesa e chiesetta di monte Forno (1820m) ore 19e30..... |
![]() 47 19e45..... |
![]() 48 ore 19e50, Bivio Italia. |
![]() 49 Tutto infreddolito dal sudore e dall'aria fresca dei 2000 metri, non è che fossi proprio entusiasta di piantar la tenda, fortuna vuole che discosto una trentina di metri dal bivio c'è un piccolo e spartano bivacco (in fase di sistemazione/allargamento) , al momento non occupato da nessuno.... mi ci sono fiondato con gioia! |
![]() 50 la sera,. dopo essermi cambiato e aver mangiato.... non è che ci fossero molto distrazioni..... prima delle 10 dormivo nel sacco a pelo. Questa foto l'ho scattata alle 4e40 |
![]() 51 Alle 6 ho estratto la bici dal bivacco e sono partito per un'altra lunga giornata in sella |
![]() 52 un paio di foto del bivacco, zona giorno.... |
![]() 53 e un metro distante.... la zona notte. I sacchetti di cemento sono provvisori, come dicevo sono in corso lavori di ampliamento..... |
![]() 54 in partenza |
![]() 55 la strada riprende ancora in salita per circa 1,7 chilometri, fino a raggiungere la quota massima di 2060 metri alla selletta Generale Von Mecenseffy |
![]() 56 quasi in cima alla salita..... |
![]() 57 e poi giù per circa 200 metri di quota fino a Campo Gallina (il piano laggiù), lungo la discesa numerosi resti della guerra, trincee, monumenti, ruderi di una chiesetta..... |
![]() 58 |
![]() 59 ad un bivio a 1787 metri riprendo a salire, verso bocchetta Portule (1937m), tratto di strada piuttosto sconnesso e faticoso con pietre grosse e mobili |
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![]() 61 180 gradi oltre la bocchetta Portule (1937m), da qui mi aspettano 7 veloci chilometri di discesa su strada bianca fino a quei pascoli che si vedono a destra in alto dove passo dal rifugio Larici (1658m) per fare colazione |
![]() 62 malga Larici di sotto |
![]() 63 forse per la foga di fare colazione e ripartire, mi scordo di fotografare il rifugio Larici.... questo nella foto è il rifugio Val Formica, a breve distanza, dalla mia strada ancora in salita (per poco) |
![]() 64 ritrovo un grossolano asfalto e per circa 9 chilometri scendo tra i boschi lungo la "strada dei Forti" fino al passo Vezzena (1402m) Lassù cima Vezzena (1908m) sulla cui sommità c'è l'omonimo forte |
![]() 65 quel che resta di Forte Busa |
![]() 66 passo Vezzena, la porta di accesso da nord all'altopiano, da Forgaria o Levico lungo la ss349. Praticamente io lo attraverso solo il passo, perchè prendo la strada per Luserna.... che abbandono dopo non molto |
![]() 67 abbandonato nuovamente l'asfalto per questa larga strada tra prati, boschi e numerose malghe |
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![]() 70 rifugio Campolongo, 1560 metri di quota |
![]() 71 c'è una bella strada asfaltata che dal Campolongo scende a Roana, invece l'Asiago Loop passa per una serie di forestali nel bosco, 8,5 chilometri di ghiaione per perdere 560 metri di dislivello |
![]() 72 Roana, 1300 metri circa, qui mangio qualche cosa.... quaggù fa molto più caldo! |
![]() 73 per circa 8,5 chilometri il percorso corre lungo la ciclabile ricavata sulla vecchia ferrovia Rocchette - Asiago, evitando la strada princilale, così arrivo a Treschè Conca, dove inizio a salire verso il monte Cengio |
![]() 74 il paesaggio non è più quello di montagna della mattinata... ma non è male nemmeno qui |
![]() 75 soffrendo non poco il caldo raggiungo il rifugio Al Granatiere, dove inizia la particolare strada del monte Cengio |
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![]() 77 per 5 minuti devo scarrozzare la bici su per i gradini e i gradoni a spalla, poi raggiungo la cengia e li basta spingerla..... |
![]() 78 per 700/800 metri spingo la bici lungo una stradina protesa sul baratro e attraverso alcune gallerie |
![]() 79 |
![]() 80 un pò di fresco nei tunnel..... |
![]() 81 oltrepassato il monte Cengio, il percorso scende ad attraversare la strada Sp349, quella che da Vicenza sale verso Asiago, e che al termine del giro farò in auto per tornare a casa, così mi viene una buona idea.... nascondere tra le piante lungo la ciclabile tutti i bagagli inutili per il proseguimento del giro, (borsa con tenda, borsa con vestiti, sacche con sacco a pelo e materassino), tolti un bel pò di chili dalla bici sono ripartito un pò più ottimista lungo la salita, mi mancavano ancora circa 550 metri di dislivello e 33 chilometri. Nella foto nei pressi di malga Carriola |
![]() 82 tratto decisamente tecnico tra Malga Carriola e la bocchetta di Paù, poi si torna sull'asfalto per un pò |
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![]() 84 tra la bocchetta Paù e il monte Corno, per circa 11 chilometri il percorso corre sul bordo dell'altopiano con la vista della pianura più di 1000 metri sotto, il pendio è costellato di malghe |
![]() 85 il monumento in cima al monte Corno |
![]() 86 dal monte Corno di nuovo su strade bianche scendo alla malga Campo Est (nella foto) la attraverso e per sentiero e poi mulattiera nel bosco raggiungo la malga Camporossignolo |
![]() 87 malga Camporossignolo, da qui scendo velocissimo per 3 chilometri l'omonima valle, fino alla strada asfaltata dove mi restano altri 8 chilometri noiosi per tornare sfinito ad Asiago |
![]() 88 ultimo scatto di questo magnifico giretto, sapevo che l'altopiano dei 7 comuni era un "bel posto", ma mi ha davvero sorpreso. Nella foto il famosissimo sacrario/ossario del Leiten, ad Asiago che contiene i resti di oltre 54000 soldati |