aereisentieri |
![]() Nonostante il nostro continuo gironzolare sulle alpi da ovest a est, ci sono parecchie zone che ancora non abbiamo visitato. Tra queste anche aree piuttosto importanti e famose, tipo le Dolomiti di Brenta! Vediamo di porvi rimedio almeno in bici, con un giretto ad anello intorno a questo gruppo montuoso. |
![]() Come al solito un'immagine per capire a grandi linee dove si trova il giretto. |
![]() E qui invece una mappa un pò più dettagliata, in rosso la tappa del primo giorno, in giallo quella del secondo. Qualche numero, primo giorno 78 chilometri, secondo 88,7. Dislivello, primo giorno +1600 e -1540, secondo giorno +1820 e - 1870 metri. |
![]() Decidiamo di partire nel punto più a sud e più velocemente raggiungibile in auto (circa 2 ore e mezza), Tione di Trento (565m), praticamente il primo giorno ci infiliamo in val Rendena a sinistra del monticello nel mezzo della foto, il secondo torneremo da destra. Nel mezzo le prime propaggini del lungo gruppo del Brenta. Tione non ci è parso niente di che.... ma forse volevamo iniziare a pedalare un pò alla svelta visto che faceva un pò freddino. |
![]() La val Rendena somiglia un pò alla Valtellina come morfologia del territorio, la differenza sostanziale sono i paesini più carini e un migliardo di capannoni in meno. Ci infiliamo quasi subito in una ciclabile che costeggia il fiume Sarca, però dopo un pò la molliamo perchè evita troppo i paesi e a noi questa cosa non piace sempre, tantopiù se come in questo caso la strada è davvero poco trafficata. |
![]() Attraversiamo vari paesini piuttosto carini, Vigo Rendena, Spiazzo, Strembo.... in alcuni punti ci sono delle vallate che entrano a sinistra nella zona dell'Adamello e tra le nuvole si scorgono cime rocciose e ormai piccoli ghiacciai. Anche il gruppo dell'Adamello ci è piuttosto sconosciuto, a parte la salita alla CIMA effettuata ormai sette anni fa. |
![]() Attraversiamo anche Pinzolo, nota località sciistica, ma non mi riesce proprio di scattare nemmeno una foto agli alberghi in stile tirolese e ai residence di seconde case completamente chiusi visto che siamo fuori stagione.. Mi fermo a fotografare invece l'antica chiesetta di San Vigilio, tra Pinzolo e Carisolo. |
![]() Dopo Carisolo la strada si impenna decisamente, si comincia a salire verso la valle di Campiglio. Da S.Antonio di Mavignola si iniziano a vedere le torri e le pareti che hanno reso famoso il gruppo del Brenta, peccato per le nuvole. |
![]() Prima di arrivare a Madonna di Campiglio c'è un punto panoramico con pannelli informativi, la vista è questa.... spero sarete più fortunati però.... |
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![]() A Madonna di Campiglio solo questa foto, i paesi formati solo da alberghi .... proprio non mi vengono |
![]() 10 minuti oltre Madonna di Campiglio termina la salita, in località Campo Carlomagno. Ci fermiamo qui a mangiare e poi iniziammo una lunga discesa verso la val di Sole |
![]() Uno scorcio sul grande altopiano di Campo Carlo Magno, proprio davanti alla Pietra Grande (2937m) nascosta dalle nubi |
![]() 10 chilometri di discesa e siamo a Folgarida, altri 7 e raggiungiamo Dimaro in val di Sole |
![]() Anche qui una bella ciclabile lungo il torrente Noce |
![]() Ormai siamo in val di Non e qui ci sono mele ovunque, tra l'altro le stanno raccogliendo proprio in questo periodo, c'è un'attività frenetica |
![]() sotto il ponte Mostizzolo iniziano le gole che confluiscono nel lago di Santa Giustina |
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![]() Il grande bacino artificiale di Santa Giustina (circa 500m), circondato dai migliaia di meleti |
![]() Passano in continuazione trattori che trasportano cassoni di mele, siamo nel pieno della raccolta! |
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![]() Passiamo per Cles, capitale della mela, poi proseguiamo verso sud per altri 5 chilometri fino a Tuenno, dove pernottiamo in un piccolo agriturismo di un'azienda che produce mele. Mele da tutte le parti. |
![]() La mattina del secondo giorno, dopo aver fatto colazione con torta di mele, bevuto succo di mele e fregato qualche mela, partiamo alla volta del lago di Tovel. Ci aspetta una salita di 11 chilometri con un dislivello di 670 metri e pendenza sostenuta (per chi se ne intende, sulla cartina ci sono diversi tratti con tre freccine!!) |
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![]() Ci lasciamo alle spalle le mele e ci infiliamo nella strettissima val di Tovel |
![]() Eli sconsolata... |
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![]() un pò di fatica.... ma ne è valsa la pena! Questo lago, oltre ad essere bellissimo, era particolarmente famoso per il fatto che fino agli anni 60, per alcuni periodi dell'anno diventava completamente rosso! La causa era un tipo di alga che proliferava a causa delle deiezioni delle mucche, allora abbondanti intorno al lago, sparite le mucche, il lago non è più diventato rosso. |
![]() Facciamo tutto il giro del lago, per metà pedalando e per metà spingendo la bici .... anzi portandola anche in spalla! Il sentiero infatti non è sempre molto agevole, ora posso sicuramente sconsigliare il periplo con la bici. |
![]() Dal lago riprendiamo la strada percorsa in salita e scendiamo circa 7 o 8 chilometri, poi prendiamo una scorciatoia un pò particolare. Invece di scendere fino a Tuenno e poi andare verso Terres, prendiamo un tunnel ciclopedonale che ci fa sbucare direttamente a Terres. In realtà è stato costruito come condotta dell'acqua dalla val di Tovel verso Terres, ma hanno pensato di sfruttalo anche in questo modo. Vedete nella foto quel puntino bianco a destra della testa di Eli? Quella è lì'uscita, 2,4 chilometri più avanti! Il tunnel infatti è perfettamente dritto, con una pendenza di un metro da un capo all'altro. L'iiluminazione parte automaticamente man mano che si entra, peccato che è un pò "ritardata" e a volte ci costringeva a farmarci perchè non si vedeva più niente. Per qualcxhe info cliccate QUI |
![]() all'interno del tunnel |
![]() 2,4 chilometri sono poca cosa.... ma fatti dentro questo buco non finiscono mai! |
![]() Il piccolo borgo di Terres, all'uscita del tunnel. |
![]() Denno. Proseguiamo in direzione sud verso Mezzo Lombardo, ma svoltiamo molto prima verso Spormaggiore, ricominciando a salire. |
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![]() In salita verso Spormaggiore |
![]() A monte del paese, il castello di Spormaggiore. La salita si fa ancora più dura verso Cavedago, poi termina su un colle anonimo a circa 1050 metri poco prima di Andalo. |
![]() Il colle dove termina la salita e dove sparisce definitivamente il sole. Da qui si scende qualche chilometro per arrivare ad Andalo, altra inguardabile località sciistica. |
![]() 4 chilometri a valle di Andalo, Molveno con l'omonimo lago. |
![]() Peccato davvero per il tempo cupo, con il sole questo posto è davvero bello. |
![]() Dopo il lago di Molveno l'ambiente cambia decisamente, scendiamo verso San Lorenzo in Banale e poi percorriamo una tortuosa strada verso Stenico, qui non siamo più nel trentino turistico, ma in quello più rurale. |
![]() Stenico e il suo castello |
![]() Il lago di Ponte Pià, sulla sua sponda corre la strada tra Comano Terme e Tione di Trento, noi invece siamo su una più panoramica stradetta che arriva comunque a Tione ma passando per Coltura, Ragoli e Preore. Ormai ci siamo, alle 18e30 raggiungiamo l'auto dopo una giornata in sella. |