![]() Ancora sulle alpi piemontesi, negli ultimi due mesi ci siamo stati in 3 o 4 occasioni. Questa volta facciamo un paio di giretti in valle dell'Orco (o val Locana), quella che corre da est a ovest al di sotto della valle d'Aosta. Punto di partenza della prima escursione è il paese di Noasca, dopo Locana e prima di Ceresole Reale. |
![]() la traccia del percorso, salita a destra lungo il sentiero "normale", discesa lungo un sentiero secondario a sinistra. Lunghezza andata e ritorno 16,9 chilometri, dislivello positivo 1130 metri. |
![]() Lasciamo la macchina poco oltre Noasca, nel punto dove ci sono i cartellini indicatori dei sentieri. Il nostro è il 550, quello che sale a una delle varie Case di Caccia fatte costruire da Vittorio Emanuele tra Piemonte e Valle d'Aosta. Dopo una quarto d'pora di cammino raggiungiamo le baite di Fragno, in lontananza verso ovest cominciano a vedersi le Levanne, poste a sud sopra Ceresole Reale separano la valle dell'Orco dalle valli di Lanzo Torinese |
![]() Verso nord est invece si insinua la selvaggia val Noaschetta, ci dovrebbe anche essere un piccolo rifugio incustodito, appunto Noaschetta |
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![]() Ora si vedono un pò meglio le Levanne. Il versante più "comodo" per salirle è quello della val Grande di Lanzo, partendo da Forno delle Alpi Graie (1220m), altrimenti dal versante francese, quelle montagne infatti fanno da confine con la francese valle dell'Arc. |
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![]() Il sentiero, o meglio, la strada reale che porta alla casa di caccia, come tutte le strade reali in quota sale molto lentamente, con lunghissimi tornanti che a volte danno quasi ai nervi.... con un sentierino normale si sarebbe dimezzata la lunghezza del percorso. Sono fatte in questo modo perchè quando il re saliva a caccia aveva un seguito di un centinaio di persone con decine di muli carichi di vettovaglie e viveri. |
![]() Dopo tre ore e mezza sbuchiamo sul Piano Grande in vista della colorata casa di caccia (2222m), ora proprietà del Parco nazionale del Gran Paradiso. Il vallone continua a salire, più su ci sarebbero anche i due laghi di Ciamosseretto, inferiore (2493m) e superiore (2839m). Contro il cielo svetta la bella piramide rossastra del Ciarforon (3650m) mentre più a destra compare un pezzetto della Tresenta (3609m), salita nel 2013 dal versante valdostano, cliccate QUI per andare a quel report. In un'altra occasione molto molto ventosa siamo saliti al colle tra le due cime (colle di Moncorvè), cliccate QUI |
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![]() Il Ciarforon, il versante opposto è completamente diverso, quasi tutto ricoperto di ghiaccio e con una particolare calotta che ricopre la cima |
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![]() Si mangia!! |
![]() e si scatta la foto ricordo... |
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![]() Alle 15e30 ci rimettiamo in camminoverso valle |
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![]() in basso a destra Noasca |
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![]() Quasi al termine della discesa il sentiero passa dal piccolo borgo semi abbandonato di Varda |
![]() Ultimo scatto, da Varda seguiamo la strada carrozzabile che scende a Fragno e poi al fondovalle. |