![]() 1 Si parte! La prima vacanzina in bici, tanto attesa, inizia alla stazione di Cuneo. In realtà sono venuto qui in macchina, ma al termine del giretto a Ventimiglia, prenderò il treno per tornare qui, il percorso va da Cuneo a Ventimiglia, passando per la val Grana, il colle Fauniera, l'altopiano della Gardetta, le valli Stura e Vermenangna, il colle di Tenda, poi l'Alta Via del Sale fino alla Liguria, infine una variante verso Bajardo e poi giù a Ventimiglia. Inizio a pedalare alle 18 del 28 Luglio, perciò tappa brevissima giusto per infilarmi nella valle Grana. Questa volta ho "tirato su" la mountainbike, in percentuale l'asfalto è più dello sterrato, ma lo sterrato in parecchi tratti è impegnativo, tanto da rendere piuttosto lenta e scomoda la gravel. |
![]() 2 Qui il percorso completo, lunghezza 277 chilometri e dislivello positivo 5890 metri |
![]() 3 Il percorso della prima breve tappa tra la stazione di Cuneo e il piccolo campeggio all'ingresso di Monterosso Grana, dove la valle Grana inizia a stringersi. Lunchezza 18,2 chilometri con 250 metri di dislivello |
![]() 4 il lungo ponte stradale + ferroviario che attraversa dal piano della città di Cuneo la vallata della Stura di Demonte, il mio percorso invece scende ad un ponte pedonale per poi proseguire tra casette di campagna, orti e stalle |
![]() 5 18e30, tra campi coltivati e piccoli paesini della campagna cuneese in direzione delle prime alture |
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![]() 7 imbocco la valle nel piccolo paese di Valgrana (640 m) alle 19 passate |
![]() 8 Campeggio Roccastella a Monterosso Grana, qui mangio e passo la prima notte. Anche questa volta non sono autosufficiente per quanto riguarda il cibo, perciò mi devo appoggiare a bar, trattorie o altro lungo la strada, se so che dormirò lontano da questi posti, recupero un paio di panini per tempo. |
![]() 9 due passi nel piccolo borgo di Monterosso Grana dopo cena |
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![]() 11 Giorno 2. Alle 6e20 sono in sella, la colazione la farò più avanti. La strada inizia subito in salita ma il bello verrà dopo Pradleves |
![]() 12 Giorno 2. Lunga salita fino al colle della Fauniera passando per il santuario di San Magno, tutto su asfalto, poi sterrate spettacolari fino al rifugio Gardetta e poi giù a Pietraporzio, infine di nuovo su asfalto lungo la SS21 che mi condurrà al campeggio poco a valle di Demonte |
![]() 13 Le valli occitane le ho visitate tutte a piedi, alcune di più altre di meno,, ma la val Grana ancora no, anche per questo l'ho scelta per l'ascensione al colle della Fauniera, che volendo si può raggiungere anche dal vallone di Marmora (laterale della val Maira) o dal vallone dell'Arma (laterale della valle Stura). Questa però è anche la salita più "classica", dura e famosa, io di ciclismo ne so poco e niente, ma quando è passato per la prima volta di qui nel 1999 il Giro d'Italia è stata una giornata epica, protagonista Pantani. Dopo la colazione in un bar a Pradleves, inizia la salita vera. Prima parte in un canyon selvaggio |
![]() 14 La foto non rende minimamente giustizia alla grandiosità di questo tortuoso tratto tra Pradleves e Campomolino |
![]() 15 Campomolino, tipica tranquilla borgata occitana |
![]() 16 la salita è bella tosta e piuttosto continua, fortuna che nei paesini ci sono le fontane perchè sudo come la cascata delle Marmore |
![]() 17 come in tante altre salite "famose", ogni chilometro c'è un cartello che ti annuncia quanto soffrirai il chilometro successivo |
![]() 18 la chiesetta di S.Anna a Chiotti, un pò isolata e con un gran panorama. Pausa barretta |
![]() 19 appena prima di Chiappi il panorama si apre sull'alta valle e compare anche il famoso santuario di San Magno (in alto a destra). La maggior parte delle persone conosce le Dolomiti ma pochi sanno quante bellissime vallate e montagne ci siano in Piemonte a sud del Monviso |
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![]() 21 Ed ecco il santuario di San Magno a oltre 1700 metri di quota, funge anche da posto tappa per chi percorre la GTA (grande traversata della alpi) Per informazioni storiche su questo luogo cliccate QUI |
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![]() 25 riparto, se fino al santuario c'era pochissimo traffico, dopo è praticamente nullo, solo qualche ciclista |
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![]() 27 la stanchezza comincia a sentirsi, fortuna che questo ambiente mi ricarica... e anche sapere che non manca poi molto al termine dei quasi 1700 metri di dislivello positivo |
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![]() 29 rifugio Fauniera, nella conca sottostante il colle |
![]() 30 il colle Fauniera in alto a destra e in basso l'omonimo rifugio a 2305 metri |
![]() 31 colle di Esischie (2370m), qui si immette la strada asfaltata ma strettissima che arriva dal vallone di Marmora (laterale della val Maira) |
![]() 32 fine delle fatiche (per 15 minuti) |
![]() 33 la mia bici accasciata al colle della Fauniera (o colle dei Morti) sotto la statua di Pantani |
![]() 34 il colle della Faunira, io sono arrivato da destra e ora proseguo verso sinistra |
![]() 35 in uno spettacolare ambiente roccioso inizio a scendere verso il colle di Valcavera (2416m) |
![]() 36 al colle di Valcavera proseguo verso destra e abbandono così l'asfalto che scende nel vallone dell'Arma verso Demonte una ventina di chilometri più giù |
![]() 37 da adesso (12 circa) fino a metà pomeriggio si pedala su strade bianche |
![]() 38 il paesaggio intorno |
![]() 39 col Bandia, 2408m , ruderi di caserme militari. Queste vallete sono costellate di ruderi come questi o .... un pò meno visibili ma anche quelli tantissimi, di bunker. Proseguo verso l'altopiano della Gardetta passando il colle Margherina, il Cologna, il Salsas Blancias.... |
![]() 40 ed ecco la Rocca La Meja, una vecchia conoscenza, salita nell'agosto del 2011 insieme a Eli e agli amici torinesi Enrico e Stefano, dopo aver salito il monte Bersaio, ricordo che avevamo dormito in tenda nei pressi del laghetto della Meja, bellissima escursione, cliccate QUI Più di recente, siamo saliti al lago nero, proprio sotto il versante opposto a quello della foto, con Nives nello Zaino, cliccate QUI Da ogni versante la sagoma della montagna cambia parecchio, come potrete notare dalle prossime foto |
![]() 41 |
![]() 42 nel cerchiolino il rifugio Gardetta, 2355 metri di quota. Prende il nome dal grande altipiano erboso che lo circonda, di notte questo è uno dei punti più bui d'Europa, basta alzare gli occhi al cielo per vedere benissimo la via lattea. Anche qui siamo già passati a piedi, durante un bellissimo trekking di 9 giorni tra la valle Stura, Francia e val Varaita, forse il più bello che abbiamo fatto, cliccate QUI . |
![]() 43 alle lie spalle, come scrivevo prima.... li in mezzo la rocca La Meja con una sagoma decisamente più arcigna |
![]() 44 quasi alle 14 raggiungo il rifugio Gardetta e con gioia metto qualcosa sotto i denti! Per la precisione una bella terrina di polenta con salsiccette al sugo, squisita. |
![]() 45 il rifugio Gardetta, recuperato da un ex edificio militare |
![]() 46 alle 14e40 riprendo la strada in direzione colle di Salsas Blancias (2455m), da li lungo una sterrata un pò più selvaggia perderò circa 1200 metri di dislivello per raggiungere il fondo della valle Stura nei pressi di Pietraporzio |
![]() 47 e così, tornato sulle mie tracce fino al colle di Salsas Blancias, scendo verso la valle Stura |
![]() 48 ecco l'inizio della strada che mi attende verso Pietraporzio |
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![]() 51 la valle Stura |
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![]() 53 raggiunto il fondo valle mi limito a seguire la strada principale per 28 chilometri verso la bassa, attraverso Sambuco, Pianche, Vinadio (nella foto il suo forte), Aisone, poi poco oltre Demonte mi fermo in campeggio |
![]() 54 Giorno 3. Mattina umidissima dopo una piovuta serale, metto via la tenda fradicia e ricomincio a pedalare con la nebbia |
![]() 55 Giorno 3. Lunghezza 73,7 chilometri con 2010 metri di dislivello positivo. La giornata inizia in leggera discesa lungo la valle Stura, poi a Borgo S. Dalmazzo comincio a risalire la val Vermenangna verso Limone Piemonte per raggiungere il colle di Tenda dove inizio a percorrere l'Alta Via del Sale |
![]() 56 La Stura di Demonte alle 7e15 tra le nebbie |
![]() 57 una tranquilla ciclabile ai piedi della montagna mi conduce fino alla periferia di Borgo San Dalmazzo |
![]() 58 Dopo la colazione a Borgo S.D. mi infilo in un'altra ciclabile che risale la val Vermenagna verso Limone Piemonte, il cielo è un pò grigio.... ma poi si aprirà |
![]() 59 dopo qualche chilometro la ciclabile termina a Vernante, il paesino famoso per essere pieno di murales a tema Pinocchio |
![]() 60 su per la strada statale 20, costeggio Limone Piemonte senza nemmeno entrarci, mi pare il solito paesotto turistico di alberghi e seconde case, mi preme di più fare oggi un bel tratto di Alta Via del Sale, così proseguo per Limonetto e il colle di Tenda |
![]() 61 le indicazioni per l'inizio dell'Alta Via |
![]() 62 in centro Panice Soprana (1400m), centro sciistico sopra Limone e ultima località prima del colle di Tenda, mancano 13 tornanti su una strada asfaltata di recente per raggiungerlo |
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![]() 64 poco prima del colle il rifugio Marmotte (1800m), sono le 11e40 perciò mi fermo a mangiare qualche cosa e metto ad asciugare i teli della tenda che la mattina ho messo via fradici. Sullo sfondo a sinistra la Rocca dell'Abisso (2755m) sul confine con la Francia |
![]() 65 Dopo mangiato risalgo l'ultimo tratto fino a colle di Tenda (1870m), il versante francese è sterrato e chiuso al traffico dal 2020 dopo l'alluvione che ha spazzato via sia la strada "esterna" che quella d'accesso al tunnel stradale che attraversa la montagna a circa 1340 metri di quota. In realtà tanti in bici passano comunque aggirando il cantiere e i divieti |
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![]() 67 a breve distanza dal colle ci sono diversi grandi forti, io attraverso il Forte Centrale (ma perchè devono fare arrivare le macchine anche dentro il forte?) prima di dirigermi verso il "casello" dell'Alta via del Sale |
![]() 68 a circa 1970 metri, nei pressi della Baita 2000, dove arriva una delle seggiovie che partono da Panice Soprana, c'è uno dei caselli d'ingresso all'Alta Via, le macchine pagano 20 euro, le moto 15, e pure alle bici ne fanno pagare 1. Avrei preferito pagarne 30 e non vedere macchine e moto su questa stupenda strada. Comunque, per chi non la conoscesse, l'Alta Via del Sale è una strada bianca, ex militare, che collega il colle di Tenda a Monesi di Triora, in Liguria, ci sono diverse varianti, io invece di scendere a Monesi ho proseguito in quota passando per il monte Saccarello e il passo Tanarello, tornando su asfalto al rifugio Allavena, percorrendo così 67 chilometri di strade bianche. Per info c'è un sito apposito, cliccate QUI |
![]() 69 Ci siamo! Finalmente pedalo sull'Alta Via del Sale, momento che sogno da almeno un annetto! Le prime rampe per salire al colle Campanino (2140m, nella foto) sono belle toste e sotto il sole delle 14 sono davvero pesanti... ma poi è molto più pedalabile |
![]() 70 oltre il colle Campanino spariscono le schifezze delle baite per gli sciatori e degli impianti di risalita, finalmente la montagna |
![]() 71 qui si vede il tratto dal colle Campanino fin quasi al colle della Boaria (2100m) |
![]() 72 appena prima del colle della Boaria, c'è questo spettacolare punto chiamato Zabriskie Point, un tornante quasi a sbalzo su un burrone, uno dei punti più fotografati del percorso |
![]() 73 mi sono arrampicato all'interno del tornante per fare un paio di foto |
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![]() 75 oltre il colle della Boaria i pascoli verdi si smagriscono e inizia un mondo di roccia |
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![]() 77 fortunatamente non incontro tantissime macchine (che poi sono jeep o grossi suv, la strada è decisamente dissestata in tanti punti e inadatta alle auto "normali"), probabilmente il grosso è passato in mattinata. Ci sono anche un paio di giorni in settimana in cui il traffico ai mezzi a motore è vietato, ma sono stato sfortunato. |
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![]() 80 passo per l'altopiano delle Carsene e dopo il col de Malaberque (2200m) ci si avvicina al monte Marguareis |
![]() 81 lungo l'Alta Via scopro che proprio venerdì notte, poco dopo di me insomma, sono partiti anche i partecipanti di una "gara" che si chiama 20K Ultratrail, un'avventura in bikepacking senza supporto lunga poco meno di 1000 chilometri con un dislivello di circa 24000 metri da concludere in meno di 7 giorni, aperta ad un massimo di 60 partecipanti (quest'anno erano 46), lungo strade sterrate e sentieri in cui portare la bici a mano, poco asfalto, partenza e arrivo a Pinerolo, passando per le langhe, l'Alta Via del Sale, le montagne tra la val Maira e la Francia, la strada dell'Assietta , i monti della Luna, il Parpaillon in Francia ecc ecc.... Vanno in senso inverso a me e nei rifugi (dove non vedono in che senso vado) mi scambiano per uno di loro. Cliccate QUI per il sito, comunque il primo ci ha messo 3 giorni, 9 ore e 42 minuti, come una moto. Nella foto 2 partecipanti. |
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![]() 84 Alle 16e20 raggiungo il rifugio Don Barbera (2079m) sotto il versante sud del monte Marguareis, il monte l'ho salito un paio di volte, la prima lungo uno stupendo canale nevoso da nord nel maggio del 2006, clicca QUI , poi nel 2015 da questo versante mentre facevamo il giro in 4 giorni che comprende anche il monte Mongioie, bellissimo, clicca QUI Vista l'ora, ho preferito continuare a pedalare, sapendo che comunque non avrei fatto in tempo ad arrivare al rifugio successivo sul monte Saccarello, con la speranza di piazzare la tendina da qualche parte |
![]() 85 riprendo a salire verso il colle di Framargal, 2179 metri |
![]() 86 alla mie spalle mentre salgo verso il colle Framargal |
![]() 87 i cartellini della bici con attaccata la spina non li avevo ancora visti. Lungo la strada comunque, qui come nella zona del Fauniera e della Gardetta, quando ero in salita lento e sorpassavo qualcuno a piedi tanti mi facevano i complimenti perchè ero il primo che vedevano con la bici senza motore.... |
![]() 88 passato il colle Framargal proseguo ancora per circa 7 chilometri, per lo più in piano o leggera discesa, con gli occhi attenti a trovare un posticino in piano e possibilmente appartato dove accamparmi |
![]() 89 mi godo con gli ultimi raggi del sole la vallata che scende verso la borgata di Upega, si tratta dell'alta val Tanaro, da un versante completamente ammantata dal bosco delle Navette |
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![]() 92 trovo un posticino decisamente carino al poggio Lagone (1898m), un tornante stretto e all'esterno una radura, al limitare del bosco di larici quasi nascosto dalla strada, alle 18e40 pianto la mia tendina. Arrivano due pastori a piedi che tornano alla loro jeep e chiedo loro se disturbo, per loro non c'è problema, le mucche non dovrebbero arrivare qui.... a meno che come qualche notte prima sono "sparpagliate" dai lupi.... facciamo due chiacchiere, vogliono sapere che giro sto facendo, da dove vengo, poi vanno e io ceno con i due panini presi al rifugio Don Barbera |
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![]() 94 la notte passa senza lupi a disturbarmi, niente foto alle stelle, c'è una bella luna piena |
![]() 95 alle 6e30 del quarto giorno salto in sella, tanto non ho nemmeno da "perdere tempo" a fare colazione |
![]() 96 quarta e ultima tappa, lunghezza 96,2 chilometri con 1600 metri di dislivello positivo |
![]() 97 direzione mare |
![]() 98 sullo sfondo le montagne tra val Tanaro, valle Pesio e valle Arroscia, a cavallo tra Piemonte e Liguria |
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![]() 100 qui al passo della Porta (1827m) "tocco" il confine con la Liguria per poi riallontanarmi nuovamente, aggiro tutta la testata della valle per puntare al monte Saccarello, il più alto della Liguria, al rifugio La Terza (dove farò colazione) e poi tornare al passo Tanarello, da dove sconfinerò in Francia fino al passo di Collardente, qui sotto c'è la sorgente del fiume Tanaro |
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![]() 102 dalla capanna di Loxe inizia una serie di tornanti polverosi, poi un rettilineo verso il Saccarello, devo guadagnare 300 metri di quota |
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![]() 105 la statua del Redentore, sulla seconda cima del Saccarello (2164m) che si vede sullo sfondo |
![]() 106 autoscatto in cima al Saccarello (2200m), cima più alta della Liguria, al confine con il Piemonte e con la Francia, si dipartono da qui la valle Tanaro, la valle Arroscia e la francese val Roja |
![]() 107 anche se sono fuori strada, e mi toccherà fare un salitone spaccagambe, proseguo fino al rifugio La Terza per fare colazione, il prossimo punto dove sarebbe possibile lo troverò dopo l'ora di pranzo. Altra cosa di una certa importanza, non ho più acqua |
![]() 108 torno sui miei passi per 4 chilometri e raggiungo il passo Tanarello |
![]() 109 per circa 7 chilometri pedalo in territorio francese, o sul filo del confine. Questo è anche il tratto più scassato che ho incontrato nei 4 giorni, per fortuna che sono venuto in mtb |
![]() 110 il monte Saccarello visto dalla zona del passo di Collardente |
![]() 111 Dal passo di Collardente si riprende a salire verso le cime di Marta, una zona con parecchi ruderi militari, poi si inizia a scendere verso il rifugio Allavena in ambiente quasi dolomitico |
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![]() 115 la tortuosa e dissestata discesa verso il rifugio Allavena |
![]() 116 alla 12e30 circa sono al rifugio Allavena, dopo 24 ore lascio le strade bianche per tornare sull'asfalto fino a Ventimiglia |
![]() 117 scendendo verso la colla di Langan, in lontananza Triora, il paese delle streghe |
![]() 118 Colla di Langan, 1227 metri, valico tra le alte valli Nervia e Argentina. Vi si possono ammirare un bunker sepolto dalla vegetazione e questo fatiscente edificio. Da queste parti eravamo già passati nel 2012 durante un bel giretto in bici di 5 giorni tra queste valli del ponente ligure, se guardate la foto 60 potete vedere come è cambiato questo rudere, cliccate QUI |
![]() 119 salvato dalla disidratazione da una bella fontana posizionata nel nulla |
![]() 120 alla colla di Langan avevo ancora freschino... dopo 4 o 5 curve in discesa la temperatura passa da 15 a 30 gradi.... mi viene voglia di tornare su.... |
![]() 121 la discesa termina a quota 300mslm, appena prima del paese di Pigna (quello di sinistra), sono circa le 13e30 e ci sono circa 32 gradi, il buon senso direbbe di mettersi all'ombra e tra un pò farsi la strada restante per raggiungere Ventimiglia, però io avevo programmato di salire a Bajardo prima di scendere al mare.... Una prima rampa infuocata mi porta a Castelvittorio (quello di destra) a 400m dove abbasso la temperatura interna con un bel ghiacciolo e mi faccio riempire le borracce |
![]() 122 questi sono i cartelli, immaginatevi la strada.... |
![]() 123 ecco la Bajardo, sembra vicino ma c'è una strada infinita con 130 curve dentro e fuori da ogni valletta, il bello è che non passa una macchina, il brutto che ci sono 30 gradi |
![]() 124 volevo tornare a Bajardo per rivedere la sommità del paese dove c'è una chiesa senza tetto, ma c'è da fare un tratto di scalinate che non ricordavo.... perciò lascio perde.... potete vedere il posto cliccando QUI , dalla foto 40 |
![]() 125 giù verso il mare |
![]() 126 Apricale, anche qui siamo stati in diverse occasioni, tra cui l'ultima invernale cliccando QUI |
![]() 127 Dolceacqua |
![]() 128 Il giro termina a Ventimiglia, dove tra l'altro era cominciata la traversata delle alpi, clicca QUI , non mi resta che prendere il treno per tornare a Cuneo. |