Cuneo - Ventimiglia in bici tra i monti (CN-IM) dal 28 al 31 luglio 2023

01s  Si parte! La prima vacanzina in bici, tanto attesa, inizia alla stazione di Cuneo. In realtà sono venuto qui in macchina, ma al termine del giretto a Ventimiglia, prenderò il treno per tornare qui, il percorso va da Cuneo a Ventimiglia, passando per la val Grana, il colle Fauniera, l'altopiano della Gardetta, le valli Stura e Vermenangna, il colle di Tenda, poi l'Alta Via del Sale fino alla Liguria, infine una variante verso Bajardo e poi giù a Ventimiglia.  Inizio a pedalare alle 18 del 28 Luglio, perciò tappa brevissima giusto per infilarmi nella valle Grana. Questa volta ho "tirato su" la mountainbike, in percentuale l'asfalto è più dello sterrato, ma lo sterrato in parecchi tratti è impegnativo, tanto da rendere piuttosto lenta e scomoda la gravel. 02s  Qui il percorso completo,  lunghezza 277 chilometri e dislivello positivo 5890 metri 03s  Il percorso della prima breve tappa tra la stazione di Cuneo e il piccolo campeggio all'ingresso di Monterosso Grana, dove la valle Grana inizia a stringersi. Lunchezza 18,2 chilometri con 250 metri di dislivello 04s  il lungo ponte stradale + ferroviario che attraversa dal piano della città di Cuneo la vallata della Stura di Demonte, il mio percorso invece scende ad un ponte pedonale per poi proseguire tra casette di campagna, orti e stalle 05s  18e30, tra campi coltivati e piccoli paesini della  campagna cuneese in direzione delle prime alture
06s 07s  imbocco la valle nel piccolo paese di Valgrana (640 m) alle 19 passate 08s  Campeggio Roccastella a Monterosso Grana, qui mangio e passo la prima notte. Anche questa volta non sono autosufficiente per quanto riguarda il cibo, perciò mi devo appoggiare a bar, trattorie o altro lungo la strada, se so che dormirò  lontano da questi posti, recupero un paio di panini per tempo. 09s  due passi nel piccolo borgo di Monterosso Grana dopo cena 10s
11s  Giorno 2. Alle 6e20 sono in sella, la colazione la farò più avanti. La strada inizia subito in salita ma il bello verrà dopo Pradleves 12s  Giorno 2.  Lunga salita fino al colle della Fauniera passando per il santuario di San Magno, tutto su asfalto,  poi sterrate spettacolari fino al rifugio Gardetta e poi giù a Pietraporzio, infine di nuovo su asfalto lungo la SS21 che mi condurrà al campeggio poco a valle di Demonte 13s  Le valli occitane le ho visitate tutte a piedi, alcune di più altre di meno,, ma la val Grana ancora no, anche per questo l'ho scelta per l'ascensione al colle della Fauniera, che volendo si può raggiungere anche dal vallone di Marmora (laterale della val Maira) o dal vallone dell'Arma (laterale della valle Stura). Questa però è anche la salita più "classica", dura e famosa, io di ciclismo ne so poco e niente, ma quando è passato per la prima volta di qui nel 1999 il Giro d'Italia è stata una giornata epica, protagonista Pantani. Dopo la colazione in un bar a Pradleves, inizia la salita vera. Prima parte in un canyon selvaggio 14s  La foto non rende minimamente giustizia alla grandiosità di questo tortuoso tratto tra Pradleves e Campomolino 15s  Campomolino, tipica tranquilla borgata occitana
16s  la salita è bella tosta e piuttosto continua, fortuna che nei paesini ci sono le fontane perchè sudo come la cascata delle Marmore 17s  come in tante altre salite "famose", ogni chilometro c'è un cartello che ti annuncia quanto soffrirai il chilometro successivo 18s  la chiesetta di S.Anna a Chiotti, un pò isolata e con un gran panorama. Pausa barretta 19s  appena prima di Chiappi il panorama si apre sull'alta valle e compare anche il famoso santuario di San Magno (in alto a destra). La maggior parte delle persone conosce le Dolomiti ma pochi sanno quante bellissime vallate e montagne ci siano in Piemonte a sud del Monviso 20s
21s  Ed ecco il santuario di San Magno a oltre 1700 metri di quota, funge anche da posto tappa per chi percorre la GTA (grande traversata della alpi) Per informazioni storiche su questo luogo cliccate   QUI 22s 23s 24s 25s  riparto, se fino al santuario c'era pochissimo traffico, dopo è praticamente nullo, solo qualche ciclista
26s 27s  la stanchezza comincia a sentirsi, fortuna che questo ambiente mi ricarica... e anche sapere che non manca poi molto al termine dei quasi 1700 metri di dislivello positivo 28s 29s  rifugio Fauniera, nella conca sottostante il colle 30s  il colle Fauniera in alto a destra e in basso l'omonimo rifugio a 2305 metri
31s  colle di Esischie (2370m), qui si immette la strada asfaltata ma strettissima che arriva dal vallone di Marmora (laterale della val Maira) 32s  fine delle fatiche (per 15 minuti) 33s  la mia bici accasciata al colle della Fauniera (o colle dei Morti) sotto la statua di Pantani 34s  il colle della Faunira, io sono arrivato da destra e ora proseguo verso sinistra 35s  in uno spettacolare ambiente roccioso inizio a scendere verso il colle di Valcavera (2416m)
36s  al colle di Valcavera proseguo verso destra e abbandono così l'asfalto che scende nel vallone dell'Arma verso Demonte una ventina di chilometri più giù 37s  da adesso (12 circa) fino a metà pomeriggio si pedala su strade bianche 38s  il paesaggio intorno 39s  col Bandia, 2408m , ruderi di caserme militari. Queste vallete sono costellate di ruderi come questi o .... un pò meno visibili ma anche quelli tantissimi, di bunker. Proseguo verso l'altopiano della Gardetta passando il colle Margherina, il Cologna, il Salsas Blancias.... 40s  ed ecco la Rocca La Meja, una vecchia conoscenza, salita nell'agosto del 2011 insieme a Eli e agli amici torinesi Enrico e Stefano, dopo aver salito il monte Bersaio, ricordo che avevamo dormito in tenda nei pressi del laghetto della Meja, bellissima escursione, cliccate   QUI   Più di recente, siamo saliti al lago nero, proprio sotto il versante opposto a quello della foto, con Nives nello Zaino, cliccate   QUI   Da ogni versante la sagoma della montagna cambia parecchio, come potrete notare dalle prossime foto
41s 42s  nel cerchiolino il rifugio Gardetta, 2355 metri di quota. Prende il nome dal grande altipiano erboso che lo circonda, di notte questo è uno dei punti più bui d'Europa, basta alzare gli occhi al cielo per vedere benissimo la via lattea. Anche qui siamo già passati a piedi, durante un bellissimo trekking di 9 giorni tra la valle Stura, Francia e val Varaita, forse il più bello che abbiamo fatto, cliccate  QUI   . 43s  alle lie spalle, come scrivevo prima.... li in mezzo la rocca La Meja con una sagoma decisamente più arcigna 44s  quasi alle 14 raggiungo il rifugio Gardetta e con gioia metto qualcosa sotto i denti! Per la precisione una bella terrina di polenta con salsiccette al sugo, squisita. 45s  il rifugio Gardetta, recuperato da un ex edificio militare
46s  alle 14e40 riprendo la strada in direzione colle di Salsas Blancias (2455m), da li lungo una sterrata un pò più selvaggia perderò circa 1200 metri di dislivello per raggiungere il fondo della valle Stura nei pressi di Pietraporzio 47s  e così, tornato sulle mie tracce fino al colle di Salsas Blancias, scendo verso la valle Stura 48s  ecco l'inizio della strada che mi attende verso Pietraporzio 49s 50s
51s  la valle Stura 52s 53s  raggiunto il fondo valle mi limito a seguire la strada principale per 28 chilometri verso la bassa,  attraverso Sambuco, Pianche, Vinadio (nella foto il suo forte), Aisone, poi poco oltre Demonte mi fermo in campeggio 54s  Giorno 3. Mattina umidissima dopo una piovuta serale, metto via la tenda fradicia e ricomincio a pedalare con la nebbia 55s  Giorno 3.  Lunghezza 73,7 chilometri con 2010 metri di dislivello positivo. La giornata inizia in leggera discesa lungo la valle Stura, poi a Borgo S. Dalmazzo comincio a risalire la val Vermenangna verso Limone Piemonte per raggiungere il colle di Tenda dove inizio a percorrere l'Alta Via del Sale
56s  La Stura di Demonte alle 7e15 tra le nebbie 57s  una tranquilla ciclabile ai piedi della montagna mi conduce fino alla periferia di Borgo San Dalmazzo 58s  Dopo la colazione a Borgo S.D. mi infilo in un'altra ciclabile che risale la val Vermenagna verso Limone Piemonte, il cielo è un pò grigio.... ma poi si aprirà 59s  dopo qualche chilometro la ciclabile termina a Vernante, il paesino famoso per essere pieno di murales a tema Pinocchio 60s  su per la strada statale 20, costeggio Limone Piemonte senza nemmeno entrarci, mi pare il solito paesotto turistico di alberghi e seconde case, mi preme di più fare oggi un bel tratto di Alta Via del Sale, così proseguo per Limonetto e il colle di Tenda
61s  le indicazioni per l'inizio dell'Alta Via 62s  in centro Panice Soprana (1400m), centro sciistico sopra Limone e ultima località prima del colle di Tenda, mancano 13 tornanti su una strada asfaltata di recente per raggiungerlo 63s 64s  poco prima del colle il rifugio Marmotte (1800m), sono le 11e40 perciò mi fermo a mangiare qualche cosa e metto ad asciugare i teli della tenda che la mattina ho messo via fradici. Sullo sfondo a sinistra la Rocca dell'Abisso (2755m) sul confine con la Francia 65s  Dopo mangiato risalgo l'ultimo tratto fino a colle di Tenda (1870m),  il versante francese è sterrato e chiuso al traffico dal 2020 dopo l'alluvione che ha spazzato via sia la strada "esterna" che quella d'accesso al tunnel stradale che attraversa la montagna a circa 1340 metri di quota. In realtà tanti in bici passano comunque aggirando il cantiere e i divieti
66s 67s  a breve distanza dal colle ci sono diversi grandi forti, io attraverso il Forte Centrale (ma perchè devono fare arrivare le macchine anche dentro il forte?) prima di dirigermi verso il "casello" dell'Alta via del Sale 68s  a circa 1970 metri, nei pressi della Baita 2000, dove arriva una delle seggiovie che partono da Panice Soprana, c'è uno dei caselli d'ingresso all'Alta Via, le macchine pagano 20 euro, le moto 15, e pure alle bici ne fanno pagare 1. Avrei preferito pagarne 30 e non vedere macchine e moto su questa stupenda strada.  Comunque, per chi non la conoscesse, l'Alta Via del Sale è una strada bianca, ex militare, che collega il colle di Tenda a Monesi di Triora, in Liguria, ci sono diverse varianti, io invece di scendere a Monesi ho proseguito in quota passando per il monte Saccarello e il passo Tanarello, tornando su asfalto al rifugio Allavena, percorrendo così 67 chilometri di strade bianche. Per info c'è un sito apposito, cliccate   QUI 69s  Ci siamo! Finalmente pedalo sull'Alta Via del Sale, momento che sogno da almeno un annetto! Le prime rampe per salire al colle Campanino (2140m, nella foto) sono belle toste e sotto il sole delle 14 sono davvero pesanti... ma poi è molto più pedalabile 70s  oltre il colle Campanino spariscono le schifezze delle baite per gli sciatori e degli impianti di risalita, finalmente la montagna
71s  qui si vede il tratto dal colle Campanino fin quasi al colle della Boaria (2100m) 72s  appena prima del colle della Boaria, c'è questo spettacolare punto chiamato Zabriskie Point, un tornante quasi a sbalzo su un burrone, uno dei punti più fotografati del percorso 73s  mi sono arrampicato all'interno del tornante per fare un paio di foto 74s 75s  oltre il colle della Boaria i pascoli verdi si smagriscono e inizia un mondo di roccia
76s 77s  fortunatamente non incontro tantissime macchine (che poi sono jeep o grossi suv, la strada è decisamente dissestata in tanti punti e inadatta alle auto "normali"), probabilmente il grosso è passato in mattinata. Ci sono anche un paio di giorni in settimana in cui il traffico ai mezzi a motore è vietato, ma sono stato sfortunato. 78s 79s 80s  passo per l'altopiano delle Carsene e dopo il col de Malaberque (2200m)  ci si avvicina al monte Marguareis
81s  lungo l'Alta Via scopro che proprio venerdì notte, poco dopo di me insomma, sono partiti anche i partecipanti di una "gara" che si chiama 20K Ultratrail, un'avventura in bikepacking senza supporto lunga poco meno di 1000 chilometri con un dislivello di circa 24000 metri da concludere in meno di 7 giorni, aperta ad un massimo di 60 partecipanti (quest'anno erano 46), lungo strade sterrate e sentieri in cui portare la bici a mano, poco asfalto, partenza e arrivo a Pinerolo, passando per le langhe, l'Alta Via del Sale, le montagne tra la val Maira e la Francia, la   strada dell'Assietta   , i monti della Luna, il Parpaillon  in Francia ecc ecc.... Vanno in senso inverso a me e nei rifugi (dove non vedono in che senso vado) mi scambiano per uno di loro.  Cliccate   QUI   per il sito, comunque il primo ci ha messo 3 giorni, 9 ore e 42 minuti, come una moto. Nella foto 2 partecipanti. 82s 83s 84s  Alle 16e20 raggiungo il rifugio Don Barbera (2079m) sotto il  versante sud del monte Marguareis, il monte l'ho salito un paio di volte, la prima lungo uno stupendo canale nevoso da nord nel maggio del 2006, clicca  QUI   , poi nel 2015 da questo versante mentre facevamo il giro in 4 giorni che comprende anche il monte Mongioie, bellissimo, clicca   QUI   Vista l'ora, ho preferito continuare a pedalare, sapendo che comunque non avrei fatto in tempo ad arrivare al rifugio successivo sul monte Saccarello, con la speranza di piazzare la tendina da qualche parte 85s  riprendo a salire verso il colle di Framargal, 2179 metri
86s  alla mie spalle mentre salgo verso il colle Framargal 87s  i cartellini della bici con attaccata la spina non li avevo ancora visti. Lungo la strada comunque, qui come nella zona del Fauniera e della Gardetta, quando ero in salita lento e sorpassavo qualcuno a piedi tanti mi facevano i complimenti perchè ero il primo che vedevano con la bici senza motore.... 88s  passato il colle Framargal proseguo ancora per circa 7 chilometri, per lo più in piano o leggera discesa, con gli occhi attenti a trovare un posticino in piano e possibilmente appartato dove accamparmi 89s  mi godo con gli ultimi raggi del sole la vallata che scende verso la borgata di Upega, si tratta dell'alta val Tanaro, da un versante completamente ammantata dal bosco delle Navette 90s
91s 92s  trovo un posticino decisamente carino al poggio Lagone (1898m), un tornante stretto e all'esterno una radura, al limitare del bosco di larici quasi nascosto dalla strada, alle 18e40 pianto la mia tendina.  Arrivano due pastori a piedi che tornano alla loro jeep e chiedo loro se disturbo, per loro non c'è problema, le mucche non dovrebbero arrivare qui.... a meno che come qualche notte prima sono "sparpagliate" dai lupi.... facciamo due chiacchiere, vogliono sapere che giro sto facendo, da dove vengo, poi vanno e io ceno con i due panini presi al rifugio Don Barbera 93s 94s  la notte passa senza lupi a disturbarmi, niente foto alle stelle, c'è una bella luna piena 95s  alle 6e30 del quarto giorno salto in sella, tanto non ho nemmeno da "perdere tempo" a fare colazione
96s  quarta e ultima tappa, lunghezza 96,2 chilometri con 1600 metri di dislivello positivo 97s  direzione mare 98s  sullo sfondo le montagne tra val Tanaro, valle Pesio e valle Arroscia, a cavallo tra Piemonte e Liguria 99s 100s  qui al passo della Porta (1827m) "tocco" il confine con la Liguria per poi riallontanarmi nuovamente, aggiro tutta la testata della valle per puntare al monte Saccarello, il più alto della Liguria, al  rifugio La Terza (dove farò colazione) e poi tornare al passo Tanarello, da dove sconfinerò in Francia fino al passo di Collardente, qui sotto c'è la sorgente del fiume Tanaro
101s 102s  dalla capanna di Loxe inizia una serie di tornanti polverosi, poi un rettilineo verso il Saccarello, devo guadagnare 300 metri di quota 103s 104s 105s  la statua del Redentore, sulla seconda cima del Saccarello (2164m) che si vede sullo sfondo
106s  autoscatto in cima al Saccarello (2200m), cima più alta della Liguria, al confine con il Piemonte e con la Francia, si dipartono da qui la valle Tanaro, la valle Arroscia e la francese val Roja 107s  anche se sono fuori strada, e mi toccherà fare un salitone spaccagambe, proseguo fino al rifugio La Terza per fare colazione, il prossimo punto dove sarebbe possibile lo troverò dopo l'ora di pranzo. Altra cosa di una certa importanza, non ho più acqua 108s  torno sui miei passi per 4 chilometri e raggiungo il passo Tanarello 109s  per circa 7 chilometri pedalo in territorio francese, o sul filo del confine. Questo è anche il tratto più scassato che ho incontrato nei 4 giorni, per fortuna che sono venuto in mtb 110s  il monte Saccarello visto dalla zona del passo di Collardente
111s  Dal passo di Collardente si riprende a salire verso le cime di Marta, una zona con parecchi ruderi militari, poi si inizia a scendere verso il rifugio Allavena in ambiente quasi dolomitico 112s 113s 114s 115s  la tortuosa e dissestata discesa verso il rifugio Allavena
116s  alla 12e30 circa sono al rifugio Allavena, dopo 24 ore lascio le strade bianche per tornare sull'asfalto fino a Ventimiglia 117s  scendendo verso la colla di Langan, in lontananza Triora, il paese delle streghe 118s  Colla di Langan, 1227 metri,  valico tra le alte valli Nervia e Argentina. Vi si possono ammirare un bunker sepolto dalla vegetazione e questo fatiscente edificio. Da queste parti eravamo già passati nel 2012 durante un bel giretto in bici di 5 giorni tra queste valli del ponente ligure, se guardate la foto 60 potete vedere come è cambiato questo rudere, cliccate   QUI 119s  salvato dalla disidratazione da una bella fontana posizionata nel nulla 120s  alla colla di Langan avevo ancora freschino... dopo 4 o 5 curve in discesa la temperatura passa da 15 a 30 gradi.... mi viene voglia di tornare su....
121s  la discesa termina a quota 300mslm, appena prima del paese di Pigna (quello di sinistra), sono circa le 13e30 e ci sono circa 32 gradi, il buon senso direbbe di mettersi all'ombra e tra un pò farsi la strada restante per raggiungere Ventimiglia, però io avevo programmato di salire a Bajardo prima di scendere al mare....  Una prima rampa infuocata mi porta a Castelvittorio (quello di destra) a 400m dove abbasso la temperatura interna con un bel ghiacciolo e mi faccio riempire le borracce 122s  questi sono i cartelli, immaginatevi la strada.... 123s  ecco la Bajardo, sembra vicino ma c'è una strada infinita con 130 curve dentro e fuori da ogni valletta, il bello è che non passa una macchina, il brutto che ci sono 30 gradi 124s  volevo tornare a Bajardo per rivedere la sommità del paese dove c'è una chiesa senza tetto, ma c'è da fare un tratto di scalinate che non ricordavo.... perciò lascio perde.... potete vedere il posto cliccando   QUI  , dalla foto 40 125s  giù verso il mare
126s  Apricale, anche qui siamo stati in diverse occasioni, tra cui l'ultima invernale cliccando  QUI 127s  Dolceacqua 128s  Il giro termina a Ventimiglia, dove tra l'altro era cominciata la traversata delle alpi, clicca   QUI  , non mi resta che prendere il treno per tornare a Cuneo.