![]() 1 Sono iniziate le ferie, questa volta riesco a ritagliarmi 4 giorni per fare un giretto più lungo in bici. Indeciso fino all'ultimo tra Piemonte e Dolomiti, alla fine scelgo le ultime.... è più tempo che non ci vado e sembra che a differenza del solito... per qualche giorno il meteo dovrebbe essere favorevole. Punto di partenza per questo veloce tour Campitello di Fassa, nella foto uno scorcio con in alto denti e punte del Sasso Lungo. |
![]() 2 Ecco il percorso completo, le tappe: Campitello - val di Funes 50 km +1260m -1550m Val di Funes - Cortina 74km +2260m -2040m Cortina - val Venegia 83km +2580m -1970m Val Venegia - Roncegno 100km +1900m -3200m Roncegno - Trento 40km +280m -520m per un totale di 347 chilometri e un dislivello positivo di 8280 metri. Il percorso l'ho messo giù a casa, collegando dei tratti sterrati che mi interessava fare, con dei tratti di asfalto, possibilmente per strade e in zone non ancora attraversate in bici. Era più che altro una bozza di percorso, ma alla fine sono riuscito a effettuarlo. |
![]() 3 una parentesi sull'attrezzatura.... Visto che il percorso prevedeva diversi tratti di strade bianche più o meno scassate, non ho utilizzato le solite borse posteriori laterali da cicloturismo, ma delle borse che vengono definite da "bikepacking", più piccole e più "aderenti" al telaio, senza portapacchi, molto più adatte a percorsi fuoristrada. Il limite è un pò lo spazio, a meno di mettere borse enormi si può trasportare un pò meno roba.... Perciò ho deciso di sacrificare l'attrezzatura per cucinare, ma non quella per dormire. Così ho infilato la tenda nella borsa da manubrio, il sacco a pelo in una sacchetta da 3 litri sulla forcella anteriore, materassino, cuscino e asciugamano nell'altra, tutto l'abbigliamento e qualche barretta nella borsa sottosella, attrezzi cartine e poche altre cianfrusaglie nella borsa lunga sotto il tubo orizzontale. La macchina fotografica in un apposito marsupio che mi porto addosso, così prende meno colpi rispetto ad una ancorata al telaio. Per il cibo.... non sono certo nel deserto, più che altro bisogna prevedere di mangiare prima se poi si intende fare campeggio "libero" lontano da tutto. |
![]() 4 Prima tappa, inizio a pedalare a mezzogiorno, subito salita tosta per entrare in val Duron, poi su fino all'omonimo passo e giù nell'alpe di Siusi, che in realtà sfioro per scendere nell'appartata valle del rio Saltaria verso Santa Cristina in val Gardena, poi Ortisei, giù ancora e su verso Laion per aggirare le montagnette che separano la val Gardena dalla val di Funes, che poi risalgo fin quasi a San Pietro. 50 chilometri con 1260 metri di dislivello positivo e 1550 di negativo. |
![]() 5 Appena entrato in val Duron mi si para davanti una rampa di cemento al 25%. Scendo e spingo per 5 minuti, non è proprio fattibile. Poi mi rimetto in sella quando si "addolcisce" al 15% e diventa sterrata. Va così per circa 3 chilometri, fino a che non raggiungo il rifugio Micheluzzi |
![]() 6 Rifugio Micheluzzi, 1860 metri, in 3 chilometri ho guadagnato 460 metri di dislivello...... Da qui la faccenda, almeno per un pò, cambia. La valle si infila tra il gruppo del Catinaccio e una dorsale che si stacca dal Sassopiatto, sale molto dolce tra verdi pascoli con qualche baita qua e là, sul fondo spuntano i Denti di Terra Rossa. |
![]() 7 Dopo una bel panino, una radler ed uno strudel in un rifugio successivo al Micheluzzi, proseguo verso il passo Duron. Il cielo si copre sempre più e l'aria fredda mi costringe a pedalare con la maglia a maniche lunghe..... un sogno pensando ai 40 gradi che c'erano a casa |
![]() 8 a sinistra "Testone del Rifugio", "Croda del Lago" e "Molignon", tra i 2500 e i 2800 metri, cime nel gruppo del Catinaccio, a destra la più verde Palacia (2351m) che si stacca dal Sassopiatto, in fondo alla valle i Denti di Terra Rossa (2600m) nel gruppo dello Sciliar, la mia prima meta è a destra dei denti. |
![]() 9 il rio Duron e più lontano la malga Frighela, oltre la strada si impenna nuovamente e il fondo diventa decisamente più grosso, tanto da costringermi a spingere per qualche tratto |
![]() 10 Malga Docoldaura (2040m), a sinistra il Sassopiatto e in mezzo più lontano il gruppo del Sella |
![]() 11 ultimo tratto facile per raggiungere il passo Duron (è a destra dove scende la staccionata) |
![]() 12 |
![]() 13 Passo Duron, verso l'omonima valle.... |
![]() 14 .... e verso l'alpe di Siusi |
![]() 15 |
![]() 16 il gruppo Puez - Odle, a nord della val Gardena, su quei prati ci abbiamo fatto una ciaspolata nel 2010, clicca QUI |
![]() 17 |
![]() 18 come cambiano le cose con un raggio di sole.... con il senno di poi quella che si vede la sotto sarebbe stata la strada da prendere, verso il rifugio Molignon, invece sono andato a destra su una bella strada bianca che poi si è trasformata in sentierino stretto con guadi e un paio di staccionate da scavalcare..... poi è fortunatamente tornato strada bianca e sono sceso a Saltria |
![]() 19 |
![]() 20 nel 2010 abbiamo fatto una ciaspolata anche qui all'alpe di Siusi (clicca QUI ), avevo notato quanto fosse iperturistica e un pò "finta"..... questa volta mi è bastato vedere solo la località Saltria per capire che la faccenda è peggiorata parecchio (chiaramente è solo il mio punto di vista, probabilmente sbagliato) . Numerose nuove grandi costruzioni tipo resindence che spuntano da prati che sembrano campi da golf, tra una pista da sci e un campo da golf.... malghe che sono diventate chalet, beauty farm e se va bene alberghi minimo 3 stelle, insomma tutto per turisti, possibilmente dotati di grandi suv..... Nella foto ho volutamente evitato quel che non mi piaceva |
![]() 21 intanto il sole è tornato a illuminare i "Sassi", Lungo e Piatto Da Saltria prendo la stradina più sfigata e sconosciuta per lasciare l'alpe di Siusi, quella che sterrata scende nella boscosa val de Jender fino a Santa Cristina |
![]() 22 |
![]() 23 nella val de Jender |
![]() 24 Santa Cristina in val Gardena, ora scendo verso Ortisei lungo la ciclabile |
![]() 25 Ortisei trafficatissima, mi fermo il tempo di questo scatto |
![]() 26 in località Pontives (1100m) prendo la strada che sale fino a circa 1300 metri tra San Peter e Tarzuna e poi rimane più o meno in piano fino a Laion |
![]() 27 alle mie spalle spunta sempre il faraglione del Sasso Lungo, più lontano "l'altopiano" del Sella |
![]() 28 Alle 18e30 circa sono a Laion, tranquillissimo paesino con la giusta miscela di turismo.... e di puzza di mucche. Qui alle 19 mi mangio una pizza e poi riparto senza ben sapere dove pianterò la tenda..... |
![]() 29 dopo cena pedalo ancora per 11 chilometri di su e giù, tra bei prati dove non posso piantare la mia tenda e boschi troppo imboscati e scoscesi per piantare la mia tenda..... |
![]() 30 faccio anche in tempo a infilarmi nella val di Funes in tempo per vedere le Odle incendiarsi al tramonto |
![]() 31 fino a che alle 21, quando ormai mi mancavano 5 minuti di discesa per immettermi sulla strada principale che percorre la val di Funes, vedo una "stradina" che borda in alto l'ennesimo prato con pendenza 45 gradi, larga giusto quanto la tenda, 30/40 metri sotto c'è un maso con una luce accesa..... spero non vengano a cacciarmi.... ma ormai forse non mi vedono nemmeno più. Ok, può andare, alle 21e25 scatto questa foto, poi a casa su pc noto che c'erano due caprioli che cenavano un pò più giù |
![]() 32 Secondo giorno, foto dalla mia "camera" sulla bassa val di Funes e sui monti oltre Bressanone sullo sfondo. Alle 7 inizio a pedalare, breve discesa per raggiungere la strada principale che inizio a risalire verso San Pietro, in cerca della colazione..... |
![]() 33 Secondo giorno, una bella cavalcata..... dal mio campeggio abusivo risalgo la val di Funes fino al passo delle Erbe da cui poi scendo fino ad Antermoia. Strada secondaria a mezzacosta fino a Rina, che mi evita di scendere direttamente in val Badia, da qui in picchiata fino a Longeda dove mi infilo direttamente nella lunga valle che passando per San Vigilio di Marebbe si inoltra nel parco Sennes Fanes Braies. Oltre la località Pderù risalgo su sterrato al rifugio Fanes ed al passo Limo da cui scendo, su sterrato ancora più brutto, verso Fiames, nei pressi di Cortina. 74 chilometri con un dislivello positivo di 2260 metri e negativo di 2040 |
![]() 34 la giornata parte subito coperta..... mi aspetta un gran bel panorama sulle Odle, era mooolto meglio avere un pò di sole.... Colazione dopo una ventina di minuti a San Pietro, e poi inizio la salita verso il passo delle Erbe. Il cartello indica la malga Zannes, altro posto dove abbiamo fatto una ciaspolata, clicca QUI |
![]() 35 |
![]() 36 A San Pietro compaiono le Odle, versante nord |
![]() 37 Oltre San Pietro la strada si impenna decisa, un pò stretta ma molto poco trafficata. Non ci sono più altri paesi fino ad Antermoia in val Badia, solo masi isolati o al massimo gruppetti di baite. Il panorama però merita.... |
![]() 38 in basso i masi sparsi di Santa Maddalena, a destra vicino al bosco spunta oltre un gruppo di edifici la chiesetta più famosa e fotografata della val di Funes, quella di San Giovanni in Ranui |
![]() 39 passo un primo colle e dopo una discesa riprendo a salire verso il passo, le Odle sono sparite, ora il protagonista è il Sass de Putia (2875m) |
![]() 40 Passo raggiunto, in realtà qui in bici sono già passato nel 2016 quando abbiamo fatto da casa a Trieste lungo le alpi, per vedere quello stupendo giro clicca QUI |
![]() 41 Bel casino qui al passo, il giro del Sass de Putia è molto gettonato, sia a piedi che con mtb..... ma anche le brevi passeggiatine qui intorno.... |
![]() 42 perdo quasi 500 metri di quota e arrivo ad Antermoia, sullo sfondo i monti del parco Sennes-Fanes-Braies, tra i 2600 e i 3000 metri, più tardi ci passerò sotto |
![]() 43 Devo andare a San Vigilio di Marebbe, ma invece di scendere direttamente nel fondovalle, percorro una strada a mezzacosta fino al paesino di Rina, da li scendo dritto dritto a Longega, dove inizia la valle di Mareo |
![]() 44 notate con sono messi male i boschi, le cause sono due, prima la tempesta Vaia che ha abbattuto milioni di alberi, poi il proliferare sugli alberi abbattuti del Bostrico Tipografo, un insetto che scava gallerie nei tronchi fino ad uccede l'albero, solitamente sta sugli alberi caduti, ma quando ne trova tanti e si moltiplica più del dovuto, attacca anche gli alberi sani. Ne parlano un pò come del "covid delle foreste"..... sta facendo un disastro.... |
![]() 45 la chiesa di San Vigilio..... continuo nella risalita della lunghissima valle verso Pederù, ultimo punto dove arrivano le macchine, oltre la strada diventa sterrata e sale verso i rifugi |
![]() 46 Oltre San Vigilio si può scegliere se stare sull'asfalto o seguire la forestale o altri sentierini più da mtb |
![]() 47 Pederù, 1540 metri di quota. Strudel con gelato, radler e riempimento borracce, ora la faccenda si fa più dura.... Io salgo verso il rifugio Fanes, c'è anche un'altra strada che invece sale verso Fodara-Vedla e il rifugio Sennes, molto più ripida e in alto dal fondo molto più scassato, fattibile esclusivamente in mtb. Tra l'altro da li sono sceso un paio di volte a piedi, per poi risalire dove andrò ora, la prima volta forse nel 2003 e la seconda nel 2009, le due volte che ho percorso l'Alta Via N.1 delle Dolomiti, dal lago di Braies a Belluno, della seconda c'è la relazione, cliccate QUI |
![]() 48 peccato questo cielo grigio..... |
![]() 49 lago Piciodel |
![]() 50 Dopo la prima parte piuttosto dura per pendenza elevata e fondo di ghiaione piuttosto grosso (e in quantità), fortunatamente la strada spiana un pò e si può correre tra pini mughi e ghiaioni bianchi |
![]() 51 dopo un altro tratto di salita, spiana di nuovo ormai nei pressi del bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella. Io seguo per il primo |
![]() 52 la conca del rifugio Lavarella |
![]() 53 e questo invece è il rifugio Fanes, l'ho passato e sto salendo verso il vicino passo di Limo, sullo sfondo il piz de Sant Antone (2655m) |
![]() 54 ultima rampa prima del passo di Limo (2172m) |
![]() 55 Al passo di Limo. Per oggi la salita è terminata. A destra i quasi 2800 metri del monte Stiga e a sinistra altre cime della stessa quota, dietro spuntano appena le Tofane |
![]() 56 il lago di Limo.... quel che ne resta..... |
![]() 57 il rifugio "malga Gran Fanes", 2100m. |
![]() 58 qui l'alta via 1 va a destra verso la Forcella da Lago e il rifugio Lagazuoi, io scendo a sinistra nella valle del rio Fanes |
![]() 59 mi aspetta una discesa tosta e davvero faticosa, da 2100 a 1350 dove ritorna l'asfalto, tanto ghiaione grosso con pendenze a volte proibitive che mi costringono a scendere dalla bici (frenare sarebbe impossibile, senza cadere), poi terreno un pò più compatto ma davvero tante sollecitazioni a braccia, collo.... e ai freni |
![]() 60 vallata bellissima però, dall'inizio alla fine. Ho incontrato due persone a piedi e basta, più qualche mucca. |
![]() 61 |
![]() 62 a circa 1500 metri c'è un posto pazzesco, la gola di Fanes, un profondissimo e strettissimo canyon dove scorre il rio Fanes poco prima di unirsi al rio Travenanzes |
![]() 63 anche più del solito, la foto non rende proprio la spettacolarità di questo luogo |
![]() 64 oggi grandi comodità, la vallata termina proprio a 5 minuti dal campeggio di Fiames, pochi chilometri a monte di Cortina. Una parentesi sui campeggi in dolomiti, sono proprio pochi e mal distribuiti. |
![]() 65 giorno 3, ore 7e30, scendendo verso Cortina con 9 gradi e le mani gelate. |
![]() 66 Ieri, scendendo verso Fiames sono entrato in Veneto, oggi al passo Valles tornerò in Trentino. Terza tappa, non la più lunga con 83 chilometri, ma quella con più dislivello positivo, 2580 metri. Da Fiames scendo a Cortina e risalgo al passo Giau, giù verso Selva di Cadore e poi risalgo a Colle Santa Lucia. Alleghe e giù nel caldo fino a Cencenighe Agordino dove risalgo la valle del Biois fino a Falcade, da li su al passo Valles, da cui scendo verso Paneveggio per qualche chilometro, fino ad imboccare la val Venegia che risalgo fino a 1900 metri, dove pianto la tenda sotto la Pale di San Martino. A parte la risalita finale nella val Venegia, oggi tutto asfalto. |
![]() 67 Scendo verso Cortina ma ne evito completamente il centro, mi porto subito verso la strada che sale ai passi Falzarego e Giau. La volta scorsa, quando passammo da Cortina in bici, arrivavamo proprio dal Falzarego, in una giornata in cui lo facemmo insieme ai passi Gardena, Sella e Pordoi, partendo da Colfosco, perciò oggi punto al Giau, dove sono passato solo a piedi facendo l'Alta Via 1 delle Dolomiti |
![]() 68 Le Tofane, a sinistra quella di Rozes, la più alta e più bella secondo me. |
![]() 69 dopo la località Pocol bisogna scegliere, Giau o Flazarego.... |
![]() 70 le 5 Torri |
![]() 71 |
![]() 72 Per buona parte della salita verso il Giau, le protagoniste sono loro, le Tofane, anche se sono alle spalle..... |
![]() 73 poi prende il sopravvento la Ra Gusela (2595m) |
![]() 74 alle 10 circa raggiungo il passo Giau (2236m), una volta tanto c'è il sole..... |
![]() 75 verso sud/ovest , la Marmolada |
![]() 76 quasi 900 metri di dislivello in 10 chilometri di ripida discesa e sono al bivio tra Selva di Cadore e Colle Santa Lucia, nonostante mi aspetti un pochino di salita aggiuntiva opto per il secondo, ho sempre visto delle foto carine di questo posto (che io non farò di certo visto l'orario pessimo e la foschia) e poi so che ci abita uno scrittore che apprezzo molto. Nella foto, sullo sfondo il monte Pelmo (3172m), bellissimo il versante opposto, quello sopra il rifugio Venezia, clicca QUI |
![]() 77 ed ecco Colle Santa Lucia (1450m), paesino su un colle rivolto a sud tra Caprile e Selva di Cadore, con vista sul Pelmo e sul Civetta |
![]() 78 paesino estremamente caratteristico e curato, il centro storico si sviluppa su una breve dorsale che porta alla chiesetta protesa sulla vallata |
![]() 79 il posto sarà anche piccolo, ma ho visto davvero Matteo Righetto!! Ho letto tutti i suoi libri, a parte l'ultimo.... lo consiglio vivamente. Avrei anche potuto chiedergli un autografo! ma sono timido.... |
![]() 80 dal punto panoramico appena fuori Colle Santa Lucia, sullo sfondo la Civetta con la sua famosa parete nord/ovest, la più larga delle alpi, oltre 4 chilometri, per più di 3200 metri di quota. Sotto si vede il lago di Alleghe, ora passerò da li |
![]() 81 sempre dal punto panoramico, la val Pettorina che risale verso il passo Fedaia e la Marmolada (che si intravede in alto a destra), ai miei piedi il paesino di Caprile, quasi 500 metri più in basso |
![]() 82 ma prima di scendere mi fermo qui a mangiare qualche cosa che sono le 12e20. Sullo sfondo la valle del Cordevole con il Sella a sinistra e il Sassongher a destra (se non mi sbaglio) |
![]() 83 Alleghe (1000m) |
![]() 84 con un caldo che non sentivo da tre giorni pedalo i 17 chilometri tra Alleghe e Cencenighe Agordino (750m), e qui riprendo a salire soffrendo parecchio il caldo del primo pomeriggio |
![]() 85 Come scrivevo qualche foto fa.... ci sono pochissimi campeggi in queste vallate, uno ci sarebbe proprio qui... a Falcade.... ma sono solo le 15e30.... Poi il mio prossimo punto per me interessante è la val Venegia, una bella strada sterrata che la risale passando sotto le maestose Pale di San Martino, fino alla famosa baita Segantini, sopra il passo Rolle. Il mio dubbio è questo..... se dormo qui, domani sono nel punto più bello a metà giornata, e fotograficamente farà schifo, se invece proseguo potrei essere li proprio quando il tramonto incendia il cimon della Pala. Alla fine decido di proseguire sperando in un caldo tramonto, anche se mi tocca guadagnare gli 800 metri di dislivello che mi restano al passo Valles, e poi, dopo essere sceso per qualche chilometro verso Paneveggio, risalire ancora nella val Venegia...... sarà dura.... Nella foto la chiesa di Falcade Alto e la Civetta sullo sfondo |
![]() 86 la valle di Focobon e alcune delle vette sul versante nord del Massiccio delle Pale di San Martino |
![]() 87 passo Valles, arrivo! |
![]() 88 sarà stato il caldo, l'umidità che mi ha fatto perdere 10 litri di sudore, i lunghi rettilinei in salita che non finiscono mai.... (il Giau di questa mattina).... ma questa al passo Valles è la salita che mi è pesata di più |
![]() 89 |
![]() 90 |
![]() 91 ... ma alle 17e50 sono in cima. Una fetta di torta al rifugio e poi mi faccio fare due panini da portare via, che questa sera altrimenti mi mangio i sassi in val Venegia. Giacca e poi giù per 4 chilometri e -330 metri, fino all'imbocco della val Venegia. Dal passo sono tornato in Trentino. |
![]() 92 Ecco, qui a circa 1680 metri di quota inizia la strada che risale la val Venegia, è da subito sterrata. In auto si può entrare per circa un chilometro e mezzo, fino all'ultimo parcheggio a pagamento, poi c'è una stanga |
![]() 93 qui sono all'altezza di malga Venegia, dove c'è l'ultimo parcheggio, fin qui la strada sale dolcissima. Sullo sfondo le vette delle pale, Mulaz, Focobon, cima di val Grande, cima Bureloni.... tra i 2900 e i 3100 metri di quota. La strada arriva sotto le cime e svolta a destra per risalire verso il colle dove c'è la baita Segantini a circa 2170 metri, oltre si scende verso il passo Rolle, tra Paneveggio e San Martino di Castrozza |
![]() 94 Malga Venegiota (1820m), la cima che si vede a destra è già il Cimon della Pala (3184m), da qui non è slanciato con dal passo Rolle.... |
![]() 95 Sembra che finalmente il sole stia passando sotto le nuvole per illuminare un pò le pareti.... |
![]() 96 .... ma alla fine questo sarà il momento di maggior "soleggiamento".... poi si coprirà del tutto. Mi è andata male. Ci era andata meglio nel 2007, quando dopo una sosta forzata al passo Rolle per un lungo temporale nel tardo pomeriggio, siamo ripartiti e abbiamo piantato la tenda a breve distanza dalla baita Segantini in un bellissimo tramonto, clicca QUI |
![]() 97 alla fine mi fermo alle 19e30 nel pianone tra la malga Venegiota e l'ultima salita che porta alla baita Segantini, a poco più di 1900 metri. Qui ci sono delle belle radure tra gli alberi dove piantare la tenda meglio che in campeggio, nascoste dalla strada (dove comunque non passa più nessuno a quest'ora) e con le acque del torrente Travignolo dove lavarsi.... decisamente gelide ma dopo ci si sente molto meglio. |
![]() 98 21e15. Faccio un paio di foto e poi inizia un bel temporale. Smetterà di piovere alle 6 del mattino dopo, nello stesso momento in cui suona la mia sveglia. |
![]() 99 Quarta tappa. La mattina riparto dal mio "bivacco" (1900m) e salgo alla baita Segantini (2180m), scendo al passo Rolle (1971m) e giù a San Martino di Castrozza (1440m). Giù per la valle del Primiero fino a Imer (610m) da dove risalgo al passo Gobbera (989m) che mi mette in comunicazione con la valle del Vanoi. Giù a Canal San Bovo e poi su fino al rifugio Refavaie (1100m) dove iniziano i 14 chilometri di strada sterrata (per +900 metri di dislivello) che mi conducono al passo 5 Croci, tra la catena del Lagorai e la cima DAsta. Da li una discesa infinita e abbastanza massacrante (fino all'osteria Carlettani) che termina a Borgo Valsugana (400m). Salitella finale per raggiungere un piccolissimo agricampeggio a Terme di Roncegno. Questa è la tappa più lunga con 100 chilometri esatti, 1900 i metri di dislivello positivo e addirittura 3200 quelli di dislivello negativo! |
![]() 100 appena lascia la piana dove ho dormito per iniziare a salire, la nebbia prende il mio posto.... La nuova giornata è iniziata con le nuvole, tanto per cambiare...... Freddino e molto umido stamattina dopo la notte di pioggia, il gps segna 10 gradi. |
![]() 101 la salita verso baita Segantini non è male, certi tratti sono un pò "grossi", ma per lo più e ben pedalabile |
![]() 102 la bella serpentina che risale la val Venegia fino a Baita Segantini |
![]() 103 Questo è il punto più alto di giornata, ore 8:00 |
![]() 104 scendo verso passo Rolle |
![]() 105 e poi ancora verso San Martino di Castrozza, congelandomi le gambe (certo che avrei potuto portare almeno le gambette da mettere in questi casi....) |
![]() 106 a San Martino, pieno di escursionisti in partenza, finalmente colazione (ore 9:00) |
![]() 107 ma la discesa non è ancora finita, praticamente la bici va da sola fino a Siror (750m), nella valle di Primiero, e poi pedalo in leggera discesa fino a Imer (640m) |
![]() 108 una salitella da +350 metri mi scalda nuovamente le gambe, prima di scendere a Canal San Bovo nella valle del Vanoi, una delle zone più verdi, selvagge e disabitate del Trentino Alto Adige |
![]() 109 il paesino di Caoria (730m), li mi prendo qualche cosa da mangiare, tra cui 4 banane per affrontare il lungo e caldo pomeriggio di salita. La mia via prosegue nella vallata oltre il paesino che per ora è ancora nascosta |
![]() 110 queste zone sono davvero solo sfiorate dal turismo, non ci sono piste da sci, percorsi avventura, tracciati per downhill , terme, piscine ecc ecc, ci sono boschi infiniti e montagne piuttosto selvagge ma con buoni sentieri, credo che i rifugi di una vastissima area si contino sulle dita di una mano, mentre ci sono decisamente più bivacchi. C'è comunque un sentiero che sta diventando sempre più in "voga", la TransLagorai . Noi l'abbiamo quasi fatta, senza nemmeno saperlo.... nel 2007, clicca QUI |
![]() 111 al rifugio Refavaie (quello sulla destra) termina l'asfalto e iniziano 20 chilometri di sterrato, 14 in salita (+900m) e 6 in discesa (più scassati, -540m), nel punto più alto il passo 5 Croci |
![]() 112 la strada in salita non è troppo accidentata, i tratti più rovinati lo sono per colpa dei camion che fanno su e giù per portare via carichi di tronchi abbattuti da Vaia e dai bostrici o cassoni pieni di cippato |
![]() 113 |
![]() 114 Leggevo che in studi fatti dopo tempeste simili a Vaia che ci sono già state in Baviera, Austria e Svizzera, il picco dell'invasione del bostrico si ha dopo 3/5 anni, per poi lentamente calare..... dovremmo essere quasi al culmine..... Vi consiglio, per ricordare cosa è successo, di guardarvi questo breve ma interessante video, clicca QUI |
![]() 115 ecco qui, il camion di sinistra carica ramaglie e resti di alberi nel macchinario rosso che poi scarica il cippato nel camion verde. Vi segnalo un altro video interessante sul bostrico, clicca QUI |
![]() 116 certo che dopo il passaggio di Vaia e del bostrico, la situazione è davvero drammatica.... |
![]() 117 a 1900 metri finalmente esco dal bosco nei pressi di malga Cion |
![]() 118 ormai non mi manca molto al passo, verso est la cima d'Asta (2847m), particolare perchè è un'isola di granito in mezzo a montagne calcaree |
![]() 119 |
![]() 120 ultimo passo della vacanzina, da qui solo discesa |
![]() 121 .... anche se in questi casi, la discesa non è per forza meno faticosa della salita..... dopo una prima parte molto piacevole (tipo il tratto nella foto), inizia un settore nel bosco con fondo grosso e pendenze sostenute, le braccia e il collo sono messi a dura prova.... |
![]() 122 ...in foto sembrano sempre più piatte di quello che sono in realtà.... |
![]() 123 a 1550 circa torna l'asfalto, che gioia.... ora mi restano da perdere altri 1100 metri.... |
![]() 124 vabbè tralascio il massacrante tratto di sterrata tra la località Pra de Campello e il ponte all'ingresso di Pontarso, che mi ha condotto sulla provinciale SP31 che scende dal passo Manghen. Da li poi plano a 50 all'ora fino a Borgo Valsugana, a 400 metri di quota. |
![]() 125 alle 19 sono a Borgo Valsugana inizio a fare telefonate per trovare un campeggio che abbia posto.... i più vicini sembrano sui laghi di Levico e Caldonazzo, a un'ora di bici.... e tra l'altro sono tutti al completo!! Poi il miracolo, zoommando su googlemaps salta fuori un piccolissimo agricampeggio a Terme di Roncegno, a 20 minuti da Borgo V. l'unica beffa.... devo fare altri 10 minuti di salita! |
![]() 126 Ultima mattinata, voglio arrivare a Trento per prendere il treno che mi porta verso casa, credevo fosse tutta discesa, invece mi tocca salire 280 metri anche sta volta, lunghezza 40 chilometri, più di metà su pista ciclabile. |
![]() 127 Da Rovegno scendo a prendere la ciclabile lungo il fiume Brenta, tra meleti e prati, direzione Trento |
![]() 128 la ciclabile costeggia il lago di Caldonazzo prima di raggiungere Pergine Valsugana, dove la perdo perchè non è segnalata molto bene..... prendo la strada "normale", e anche quella non è semplice da mantenere perchè le indicazioni mandano sempre verso la statale vietata alle bici |
![]() 129 alla fine comunque alle 8e40 sono in centro a Trento, prima di andare in stazione passo a vedere la famosa piazza del Duomo |
![]() 130 la fontana del Nettuno |
![]() 131 ora è proprio finita. Trento - Verona e..... |
![]() 132 .... e a Verona devo aspettare due ore il treno per Milano! (la bici intera si può caricare solo sui regionali che fanno un mucchio di fermate) Perciò vado a vedere l'Arena |
![]() 133 e così oltre alle lunghe file di turisti..... guarda un pò chi ti trovo a Verona? |
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